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Azioni & ETF 13 min 5 Febbraio 2024

Investire in Azioni ed ETF a Zero Commissioni: La Guida eToro

Come costruire un portafoglio diversificato con azioni ed ETF senza pagare commissioni. Strategie e consigli pratici.

Azioni ed ETF senza commissioni: cosa cambia davvero per chi investe

Fino a qualche anno fa, comprare azioni significava spesso pagare una commissione fissa per ogni operazione. Con capitali piccoli, quei costi potevano “mangiarsi” una parte importante dei rendimenti. Le soluzioni a zero commissioni hanno reso più accessibile l’investimento, ma è importante capire bene cosa significa “zero” e come costruire un portafoglio con logica, non con entusiasmo.

In questa guida trovi un approccio pratico: differenze tra azioni ed ETF, come ragionare su costi reali (spread, cambio valuta), come diversificare e quali errori evitare quando inizi a investire in modo autonomo.

Azioni vs ETF: due strumenti, due filosofie

Azioni: scegli aziende singole

Acquistare un’azione significa comprare una piccola quota di una società. Questo può funzionare molto bene se: conosci il settore, capisci il modello di business e sei disposto a seguire l’azienda nel tempo.

  • Pro: massima personalizzazione, possibilità di puntare su aziende specifiche.
  • Contro: più rischio di concentrazione, richiede più analisi e disciplina.

ETF: diversificazione “in un click”

Un ETF (Exchange Traded Fund) contiene un paniere di strumenti e replica un indice o un tema (es. S&P 500, mercati globali, settori). È spesso la scelta più semplice per iniziare perché riduce il rischio di puntare tutto su pochi titoli.

  • Pro: diversificazione immediata, gestione semplice, adatto a piani di accumulo.
  • Contro: meno “controllo” sui singoli titoli, rendimento legato all’indice scelto.

Cosa significa “zero commissioni” (e quali costi restano)

Quando leggi “0% commissioni”, di solito significa che non paghi una fee fissa per l’acquisto/vendita di azioni reali. Tuttavia è normale che esistano altri costi “indiretti” da conoscere:

Spread

Lo spread è la differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita. Di solito è più contenuto su asset molto liquidi (grandi aziende USA, ETF molto scambiati) e più ampio su strumenti meno scambiati.

Cambio valuta

Se investi in strumenti quotati in USD partendo da EUR, ci può essere un costo di conversione (e/o un impatto del cambio nel tempo). Non è “cattivo”: è semplicemente un fattore da considerare nella pianificazione.

Prelievi e costi operativi

Alcune piattaforme applicano costi di prelievo o condizioni specifiche. Il punto non è evitarli a tutti i costi, ma conoscerli prima e usarli in modo intelligente (ad esempio evitando micro-prelievi frequenti).

Come costruire un portafoglio diversificato (senza complicazioni)

La diversificazione non è solo “avere molte cose”. È distribuire il rischio tra aree diverse in modo sensato. Ecco tre livelli semplici.

1) Diversificazione geografica

  • USA: mercato profondo e con molte aziende globali.
  • Europa: utile per bilanciare esposizione valutaria e settori differenti.
  • Global / Developed: ETF mondiali per coprire più paesi sviluppati.
  • Emergenti: potenziale maggiore, ma volatilità più alta.

2) Diversificazione settoriale

Se scegli azioni singole, evita di concentrarti solo su un settore (ad esempio solo tech). Un portafoglio equilibrato include settori differenti: tecnologia, finanza, sanità, consumi, industriali, energia, ecc.

3) Diversificazione per stile

  • Growth: aziende che reinvestono e puntano alla crescita (spesso più volatili).
  • Value: aziende “a sconto” rispetto ai fondamentali (serve pazienza).
  • Dividendo: aziende che distribuiscono utili con regolarità (focus su stabilità).

ETF utili per partire: come sceglierli senza farti fregare dal marketing

Un modo pratico per scegliere ETF è partire dall’obiettivo:

  • Base globale: ETF world / developed per “copertura” ampia.
  • Core USA: ETF su indici ampi (es. grandi aziende USA) per esposizione a economie leader.
  • Tematici: AI, cybersecurity, clean energy… interessanti, ma spesso più rischiosi e ciclici.
  • Obbligazionari: se vuoi ridurre volatilità (dipende da orizzonte e tassi).

Nota importante: ETF tematici e “di moda” non sono automaticamente migliori. Spesso hanno costi più alti e cicli più aggressivi. Se sei all’inizio, meglio usarli solo come piccola parte del portafoglio.

Strategie semplici che funzionano (per chi non vuole vivere sui grafici)

Piano di accumulo (DCA/PAC)

Investire una cifra fissa con regolarità (mensile o trimestrale) riduce il rischio di entrare “tutto” nel momento sbagliato e trasforma l’investimento in una routine. È una strategia molto adatta a ETF ampi e diversificati.

Buy & Hold con regole

“Comprare e tenere” non significa ignorare tutto. Significa avere regole: quali strumenti, perché li compri, e quando (se mai) rivaluti la scelta. Un controllo periodico (es. ogni 6-12 mesi) è spesso sufficiente.

Ribilanciamento

Nel tempo alcune parti del portafoglio crescono più di altre. Ribilanciare significa riportare le percentuali a target, evitando che una singola area diventi troppo dominante.

Dividendi: reddito passivo o crescita composta?

I dividendi possono essere interessanti, ma il vero vantaggio spesso arriva quando li reinvesti: è il meccanismo dell’interesse composto. Se invece vuoi flussi periodici, puoi valutare strumenti a dividendo, tenendo presente che “dividendo alto” non sempre significa “azienda sana”.

Gestione del rischio: le regole che ti salvano nei momenti difficili

  • Fondo emergenza: prima di investire, avere liquidità per imprevisti evita vendite forzate.
  • Concentrazione: non esagerare con singole azioni (soprattutto all’inizio).
  • Orizzonte: se il tuo orizzonte è lungo, le oscillazioni di breve contano meno (ma devi reggerle).
  • Disciplina: le decisioni peggiori arrivano da panico e FOMO.

Errori tipici da evitare quando inizi

  • Inseguire i trend: comprare dopo salite forti spesso significa entrare tardi.
  • Fare troppe operazioni: anche con 0 commissioni, lo spread e gli errori si accumulano.
  • Portafoglio “a caso”: 25 strumenti senza logica non è diversificazione, è confusione.
  • Ignorare il cambio: investire in USD senza sapere cosa significa può sorprenderti.
  • Vendere ai minimi: spesso accade quando non avevi deciso prima cosa fare in caso di ribasso.

Conclusione

Investire in azioni ed ETF senza commissioni può essere un vantaggio concreto, soprattutto se stai costruendo un piano graduale. La parte importante non è “trovare il titolo perfetto”, ma creare una struttura: diversificazione, regole semplici, costanza e gestione del rischio.

Se vuoi un percorso lineare: parti da ETF ampi e diversificati, aggiungi solo dopo (e con criterio) azioni singole, e mantieni una routine di controllo periodico. È meno “adrenalinico”, ma molto più sostenibile nel tempo.

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